Siamo stati irregimentati.
La nostra vita è scandita dal tempo e da doveri e impegni.
Il ritmo naturale sonno-veglia è scandito dagli orologi, dalla famiglia, dal lavoro, dagli impegni.
Perfino la fame e le necessità fisiologiche sono scandite da doveri o formalità.
L’uomo biologico primordiale, si è perso tra incombenze e necessità dettate dal sistema. Lo chiamerei Uomo Ancestrale, e ovviamente mi riferisco anche alla Donna Ancestrale, ovvero quegli Esseri strettamente connessi ai loro ritmi naturali, che hanno dovuto sacrificare il loro sentire naturale ai diktat accettati da tutti.
Non c’è nulla di male nell’impegnarsi a perseguire un obiettivo o un desiderio, specie quando le energie fluiscono e l’impegno è accompagnato dal piacere e dal Fuoco.
Ma non è quello che la maggior parte delle persone fa. Si resta intrappolati nel turbine del dovere, si antepongono i bisogni degli altri, si sacrificano tempo, energie, perfino sentimenti. Ed è terribile.
Sì, ma perché?
A questo si aggiunge la necessità di essere accettati, apparire coerenti, rispettabili, o semplicemente ottenere rispetto e approvazione.
Perché “così” sei una brava persona. Un uomo serio. Una brava madre o una brava figlia.
Bella schifezza, lasciatemelo dire.
E a questo ci aggiungo anche la categoria di quelli che fintamente “se ne fottono”, e si rifugiano nell’isolamento, rifuggendo relazioni, contatto sociale e intimità e raccontandosi la storia di essere liberi e autonomi. I finti liberi, che scappano dai veri coinvolgimenti umani profondi.
Due-cose-due su di me
Per un tratto della mia vita, sono stata dentro a dei condizionamenti così pervasivi da non sapere più chi ero.
Ne sono uscita. Ma per paura, per dolore – e per sopravvivere – ho acquisito modelli di comportamento che erano ancora molto lontani dalla mia natura autentica.
Ho intrapreso percorsi, studi, ricerche, e fatto un lavoro su di me monumentale. Ma ancora restavano maschere protettive, che mi tenevano lontana dal mio vero sé.
La vita mi ha preso a cazzotti e mi ha mandata al knock out più volte, ma la parte di me che aveva bisogno di proteggersi e conservare alcune maschere, ancora lottava, ancora resisteva.
Finché a un certo punto, stanca di girare a vuoto, mi sono dovuta fermare, chiedendomi seriamente come stavo. E la risposta non è stata: “bene”.
Verità vs Fandonie
Finché non accettiamo la nostra fragilità, i nostri bisogni, le nostre paure più profonde ed esigenze, la nostra natura umana vulnerabile, andremo avanti a metterci delle maschere, e crederemo di aver trovato un equilibrio, ma staremo solo indossando un altro costume di scena. Staremo interpretando un altro personaggio.
Ma la vita ci vuole autentici.
La vita vuole Anime accese e vibranti, che hanno il coraggio e la forza di guardarsi dentro e accettare e accogliere quel dolore nascosto, quella solitudine mal celata, quel bisogno insoddisfatto e camuffato, quella finta autosufficienza.
Con la Vita non puoi fingere.
Con la Vita non puoi bleffare.
Elisa




