RITORNO ALLE ORIGINI
armonizza la relazione
con te e con la vita

Ci hai già provato. Ci sei già passato.
Hai già lavorato su di te.

Hai già tentato quella via, quel metodo, hai già usato quello strumento.
All'inizio sembra andare tutto a gonfie vele e poi, dopo un po', la situazione cambia e tutto sembra tornare alla solita condizione. E allora ti demotivi. E allora ti scoraggi. Ti ritrovi a farti le solite domande: “ma perché succede ancora?” “perché torno sempre qui?”

La risposta è semplice, perfino banale. Mancano alcuni tasselli fondamentale, che fanno la differenza sul lungo periodo.
Manca la percezione di dove sei, e soprattutto la connessione reale con chi sei.

Veniamo subito al problema

Quando perdi il contatto con te:
i pensieri girano in tondo, le emozioni si ripetono, le relazioni si complicano, la vita sembra remarti contro.

E poi può succederti di:
- giudicarti duramente
- trattenerti per paura del giudizio
- sentirti scollegato/a dal corpo
- dubitare delle tue capacità
- oscillare tra momenti di lucidità e ricadute
- non fidarti più davvero della vita

Se ti riconosci anche solo in parte, non è un caso che tu sia qui.

Ritorno alle Origini non è un percorso per “migliorarti”. E' un'esperienza per ricordarti. Ricordare:
chi sei sotto le maschere
cosa senti davvero
come tornare presente
come fidarti di te e della vita
e per:
ristabilire un rapporto sano con te, recuperare presenza, radicamento e fiducia,
smettere di rincorrere soluzioni esterne, tornare ad abitarti, riallinearti alla tua natura autentica

Non aggiungeremo strati. Li toglieremo.
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Ti parlo un po' di me

Quando arriviamo qui, su questo pazzo pianeta, siamo un concentrato di amore puro, forza, curiosità e coraggio.
Ma iniziamo a subire condizionamenti, programmazioni e lavaggi del cervello più o meno sottili.
Io ne ho subiti di molto pesanti, perché devi sapere che sono stata all’interno di una setta religiosa di stampo cristiano, nel bel mezzo dell’età formativa (12-24 anni), il che ha molto condizionato il mio modo di essere, di pensare, di sentire e di stare al mondo. Sono stata letteralmente snaturata e depistata, confusa e allontanata dal mio Sé Autentico. Tutta la mia vita è stata una continua ricerca di questo benedetto Sé.

Quanto tempo e soldi ho investito, in formazione, corsi, scuole, percorsi, terapie, sedute, lavoro su di me...? Non voglio nemmeno fare un conto preciso, ma in quasi 30 anni ho certamente superato i 150mila euro. Dopo tutto questo studiare, apprendere, approfondire e applicare, restava comunque una sensazione di incompiuto, un'insoddisfazione latente. Dopo aver appagato la mente in molti modi, dopo aver indagato le ferite in lungo e in largo... restava questo senso di "sospensione", come un respiro a metà.

Era una parte di me che, più che accumulare sapere, strumenti e conoscenza, voleva tornare a sperimentare la vita in maniera spontanea, vera, diretta. Una parte rimasta incastrata nel tempo passato, rinchiusa da doveri e giudizi, negazioni e privazioni, che sommessamente un po' alla volta si era ritirata su se stessa.

Ogni tanto tornava su, si mostrava e si esprimeva, ma poi veniva di nuovo accantonata, dimenticata, trascurata, lasciata sola. Un po' alla volta aveva perso carburante, energia, fuoco. Perché? Perché le serviva altro per riemergere.

Non più spingere, tirare, insistere, ma fermarsi, ascoltare, attendere.
Non più "lavorarci su" ma stare, accogliere, prendersi cura. Non più "devo", ma qualche "voglio". Non più solo incombenze, ma molti più piaceri. Non più solo impegno e lavoro, ma più spazio, silenzio, gioco.

La Vita ci propone strumenti, vie di fuga, intuizioni, occasioni e soluzioni. Ma noi no... perché… devo di qua…non ho tempo di là…non posso di su…non riesco di giù.
Ma se la tua Anima è così buona da aspettarti, e il tuo corpo così forte da non ammalarsi, hai ancora l'occasione per fermarti, e andare a riprendere quella parte di te abbandonata nel tempo. È ancora lì, che aspetta che qualcuno vada a prenderla.

Se fossi rimasta incastrata nell’esperienza della setta, non mi sarei mai più ripresa, ma ho voluto credere che in me ci fosse altro, e che nell’esistenza risiedesse la chiave che apre quelle porte apparentemente chiuse. Lo stesso dicasi quando ho dovuto affrontare problemi di salute, depressione, dipendenze, problemi economici, abbandoni, tradimenti, lutti gravi, dolori profondissimi per separazioni improvvise e inaspettate che mi hanno portata sull’orlo del suicidio. Non sto scrivendo queste cose per fare colpo. Le scrivo perché sono successe e voglio farti comprendere che la mia esperienza mi ha portato dove sono ora, a conoscere ciò che so ora.

Dunque sappiamo tutti che quando si attraversano dolori, traumi, sofferenze e delusioni, è facile cadere nello sconforto e arrivare a chiedersi: “ma è davvero tutto qui?" Non è la vita che è cattiva o ingiusta, siamo noi che siamo andati fuori strada, e proprio il fatto di stare male ci indica che dobbiamo raddrizzare il tiro. E’ indispensabile, quindi, fare pace con tutto ciò che è successo, con le persone coinvolte, con le dinamiche che abbiamo messo in atto e con tutti i processi che la vita ci ha mostrato.

Non faccio miracoli e non ho tutte le risposte. Ho esperienza incarnata. Ho visto cosa non funziona, anche quando sembra funzionare. Questo workshop nasce da ciò che resta quando tutto il resto cade.

Da cosa si parte?
Radicamento, Fiducia, Presenza

Non come concetti, ma come pratica viva, quotidiana, concreta.
Come si sviluppa lo stato di presenza? Con l'esercizio. E non c'è la bacchetta magica che ci rende vigili dalla sera alla mattina, perché siamo abituati a:
- stare nel mentale
- ignorare tutto ciò che sentiamo internamente
- restare scollegati dal corpo
- pensare in continuazione
- giudicare, nascondere o negare ciò che proviamo

Per uscire da questi automatismi occorre invertire la rotta, e auto-condursi all’attenzione verso se stessi, ma con premura e gentilezza. E un ingrediente fondamentale:
una solida, incrollabile e inscalfibile Fiducia in se stessi e nella vita.

COSA RENDE QUESTO PERCORSO DIVERSO
Qui:
non aggiungiamo altre tecniche
non rincorriamo l'ennesima versione migliore
non spiritualizziamo il disagio

Invece imparerai a:
- osservare pensieri ricorrenti e automatismi
- portare attenzione alle parole che usi tutti i giorni
- riconoscere le programmazioni ricevute
- accorgerti del “tappeto emotivo” ricorrente
- ascoltare il corpo
- sviluppare presenza reale
- sviluppare consapevolezza di come crei la tua realtà
- fidarti della tua guida interiore

Sì, ma cosa si fa esattamente?

Allora: “esattamente” non è il termine più adatto per descrivere questa che è, alla fine, un’esperienza.
Ma senz'altro:
- faremo un lavoro sul radicamento, lo stato di presenza, l’ascolto interiore e un lavoro sul corpo,
- ci eserciteremo nell’auto-osservazione, per prestare attenzione ai pensieri e alle parole, al dialogo interno e agli automatismi
- capiremo cosa sono i Recinti Percettivi e come riconoscerli nel nostro quotidiano
- faremo esercizi sulla fiducia, delle visualizzazioni, qualche tecnica di respiro
- useremo Tecniche base di Trasformazione Percettiva
- verranno usate tecniche prese direttamente dal Teatro Trasformativo – di mia ideazione – in cui si usa il corpo, l’immaginazione e l’improvvisazione.
- ti farò sperimentare giochi, esercizi teatrali, training fisici, meditazioni, momenti di dinamicità e momenti di profonda riflessione in cui inizierai a riscoprirti e ritrovarti.

Sarà del tempo dedicato completamente a te, un reset profondo, gentile e potente che ti consentirà di dare un bel colpo di spugna a quello che ti ha definito finora
Non tutte queste pratiche saranno comode. Nessuna è fine a se stessa. Tutte servono a riportarti in relazione con Te.

Ecco, in sintesi, la struttura di ciò che ho pensato:
- tre weekend formativi esperienziali in presenza. Non sei obbligato a frequentarli tutti, ma almeno dai un'occhiata al succulento programma del percorso "Tutto è Relazione: quanto tu cambi, cambia tutto"
- 4 settimane di accompagnamento quotidiano chiamato "La GranGuardia" alla fine di ogni weekend (vorrei dire "facoltativo", ma francamente visti i risultati che porta, ti direi che se non partecipi ti perdi un grossissimo pezzo - concreto e pratico - del lavoro)
- Ho pensato anche a 3 o 4 sedute individuali mirate, in cui lavorare one-to-one con me per fare un lavoro di fino (sempre facoltativo, ma fossi in te approfitterei dell'occasione e della cifra riservata a chi fa il percorso).
Alessia Guerrini
Andrea Uzumaki
Anna
Daniele Camoscio
Livia Villa
Mauro Bertoni 1
Mauro Bertoni 2
Mauro Bertoni 4
Mauro Bertoni 5
Nicola Vernaschi
Paolo Lo Calzo
Roberta Bossi
Roberto Janniello
Romina Finotti

1° WEEKEND
RITORNO ALLE ORIGINI
Armonizza la Relazione con te e con la vita

Ti ritrovi a chiederti spesso: “che cosa sono qui a fare?”. Hai a volte la sensazione di aver perso la direzione? Il rapporto con te stesso/a è un tantino compromesso? Ti giudichi o non ti mostri per paura del giudizio? Il rapporto con l’Esistenza non è sempre esattamente idilliaco? Hai dei dubbi sulle tue capacità e risorse, oppure ti perdi, ti distrai, fatichi a mantenere la rotta?

CHI DEVE ESSERCI

• Chi vuole ritrovare le sue parti autentiche, anche fragili, sensibili e vulnerabili
• Chi ha bisogno di un momento di pausa rigenerante, per staccare la spina e ritrovarsi
• Chi vuole ritrovare o implementare autostima e fiducia in sé
• Chi vuole ricucire i rapporti con l’esistenza
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2° WEEKEND
CONNESSIONI AUTENTICHE
Finalmente un senso e un'armonia
nel caos delle Relazioni

Questo weekend è dedicato a chi si sente intrappolato in una gabbia di comportamenti non scelti, e a volte anche scelti.
Ciò che fin troppo spesso accade nelle relazioni con gli altri e con se stessi è di non sentirsi spontanei, scontrarsi con pregiudizi sociali, avere una conoscenza di se stessi molto limitata, e di conseguenza limitare se stessi a causa dell'auto-giudizio.
Potrai sperimentare dinamiche nuove su più livelli che ti permetteranno di ripristinare o migliorare il rapporto e la comunicazione con l'altro sesso, passando anche per la relazione coi genitori.

E' PER CHI VUOLE:

• migliorare il rapporto con gli altri, chiunque essi siano: amici, colleghi o famigliari
• darsi il permesso di manifestarsi per come è veramente
• imparare a gestire i conflitti e le critiche
• assumersi la piena responsabilità di come vanno le sue relazioni
• aggiornare la versione dei fatti accorsi nella sua vita
• avere strumenti per gestire meglio le parole che dice e interpretare meglio quelle che ascolta

3° WEEKEND
NATURA ISTINTUALE
la Relazione con Creatività, Coraggio
e altra roba che scotta

Ti senti a volte come in una gabbia? Hai l’impressione che la tua vita ti stia sfuggendo di mano o che non vada esattamente come vorresti? L’insoddisfazione serpeggia e i tuoi sogni ammuffiscono nel cassetto? Senti di avere qualcosa da dare che ancora tieni nascosto? Oppure senti di avere dentro un vulcano che non si decide mai ad eruttare?

CHI DEVE ESSERCI

• Chi vuole ritrovare le sue parti più coraggiose, audaci e curiose di sperimentare la vita
• Chi ha voglia di mettersi in discussione, giocare, rischiare, provare qualcosa di nuovo
• Chi ha bisogno della famosa “pedata nel culo”
• Chi è stufo marcio di rimandare le decisioni importanti
• Chi è stressato e ha bisogno di sfogarsi un po’ o di ricaricarsi

P.S.: i weekend sono pensati in quest'ordine e si inizia dal primo.
Se non mettiamo le basi, non costruiamo niente di solido e duraturo.

Le fatidiche F.A:Q.

“E se non fosse il momento giusto?”
E' una domanda legittima. Ma spesso non riguarda il momento: riguarda la paura di esporsi, di sentire, di cambiare. Il momento “perfetto” raramente arriva. Arriva invece un sentire sottile che dice: adesso sì. Se lo stai ascoltando, probabilmente è già il momento.

“Ho bisogno di essere in una fase stabile, per partecipare?”
No. Ma serve disponibilità reale. Se stai attraversando un momento delicato, va bene. Se invece stai cercando qualcuno che ti sistemi la vita al posto tuo, no. Qui non si delega. Si partecipa.
“E se mi sentissi a disagio nel gruppo?”
Il disagio non è un errore. E' spesso il punto di accesso. Detto questo: nessuno viene forzato, esposto o messo in vetrina. Ma nemmeno protetto dall'incontro con sé. Se cerchi comfort, rassicurazioni o conferme, probabilmente questo non è il posto giusto.

“Serve esperienza precedente?”
No. Serve onestà. Chi ha già fatto molto percorsi a volte fatica di più, perché deve smettere di usare ciò che sa come difesa. Qui non conta quando hai capito. Conta quando sei disposto/a a sentire.

“E se poi non riesco a integrare quello che emergerà?”
Il lavoro non finisce nel weekend. Per questo esiste l'accompagnamento successivo: per sostenere l'integrazione nel quotidiano, passo dopo passo. Non sarai lasciato/a solo/a con ciò che emerge.
“Posso pensarci ancora un po'?”
Certo. Ma chiediti con onestà: sto ascoltando me, o sto rimandando per abitudine?
I posti sono limitati e il gruppo si chiuderà. Se questo invito ti riguarda, aspettare potrebbe significare perdere lo spazio.

“E se non fa per me?”
Può succedere. Questo percorso non è per tutti, e va bene così.
Ma se leggendo senti una risonanza profonda, se alcune parole ti hanno toccato più del previsto, quella è già una risposta.
Se anche tu vuoi essere tra quei coraggiosi che vogliono:

- liberarsi da idee poco belle e poco utili su se stessi
- liberarsi da abitudini di pensiero che limitano
- cambiare prospettiva sulla vita e sugli eventi della vita
- ritrovare una nuova fiducia in se stessi e nell’esistenza
- darsi il permesso di esprimersi di più
- riscoprire il valore di mostrarsi sensibili
- trovare il coraggio per sperimentarsi nel proprio quotidiano
- abbassare il livello dello stress psicofisico
- prendere contatto con la propria vulnerabilità senza troppi rischi
- creare una connessione con altri partecipanti
- trovare maggior centratura, più presenza e lucidità
- nutrire un rapporto più gentile con se stessi

e specialmente se hai già:
- fatto percorsi
- usato tecniche
- studiato e letto di tutto
- provato, fallito, riprovato e ri-fallito (in varie situazioni e modalità)
- capitolato arrivando al punto di mandare a quel paese tutto e tutti

bene, allora questa proposta potrebbe fare al caso tuo. Non ti sto vendendo percorsi impacchettati da migliaia di euro, sia ben chiaro. Sto creando connessioni autentiche tra individui autentici che hanno capito che
un Mondo Nuovo si costruisce dentro di sé, a partire da Sé.

Cosa ti servirà?
ecco l'essenziale

- un quaderno e una penna (ci saranno cose da appuntare o da elencare)
- una mascherina per gli occhi o un foulard (faremo cose a occhi chiusi)
- abbigliamento comodo “a strati”, abiti di ricambio e un piccolo asciugamano
- abiti bianchi o chiari per il 1° weekend
- la voglia di sperimentare
- la fiducia in te stesso/a e nell’esperienza che farai
- la disponibilità a farti condurre senza troppi “se” o troppi “ma”
- l’apertura nel voler scoprire qualcosa di nuovo
- il desiderio di condividere
- la volontà di aprirti e mostrarti senza “giochetti”

Penso di averti detto tutto, ci vediamo presto in presenza.
Io non sono qui per venderti la soluzione facile e veloce dell’ultimo minuto,
ma per mostrarti una strada che io stessa sto percorrendo.
Ti sto invitando a un'esperienza, e la domanda ora non è “funzionerà?” ma
“sono disposto/a a esserci davvero?”.
Non devi diventare qualcun altro. Devi tornare a casa.
Ci sono momenti in cui la vita apre uno spazio. Se non entri, si richiude.
Ritorno alle Origini non sarà sempre disponibile, né replicato all'infinito.
Se questo invito ti ha toccato, forse è perché è adesso.
Le iscrizioni sono aperte ora i posti sono limitati.

Dove e quando?
ecco le prossime date

Tara Yoga
Oasi Bettella PD 1

Per maggiori informazioni

compila il form sottostante


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