Ti parlo un po' di me
Quando arriviamo qui, su questo pazzo pianeta, siamo un concentrato di amore puro, forza, curiosità e coraggio.
Ma iniziamo a subire condizionamenti, programmazioni e lavaggi del cervello più o meno sottili.
Io ne ho subiti di molto pesanti, perché devi sapere che sono stata all’interno di una setta religiosa di stampo cristiano, nel bel mezzo dell’età formativa (12-24 anni), il che ha molto condizionato il mio modo di essere, di pensare, di sentire e di stare al mondo. Sono stata letteralmente snaturata e depistata, confusa e allontanata dal mio Sé Autentico. Tutta la mia vita è stata una continua ricerca di questo benedetto Sé.
Quanto tempo e soldi ho investito, in formazione, corsi, scuole, percorsi, terapie, sedute, lavoro su di me...? Non voglio nemmeno fare un conto preciso, ma in quasi 30 anni ho certamente superato i 150mila euro. Dopo tutto questo studiare, apprendere, approfondire e applicare, restava comunque una sensazione di incompiuto, un'insoddisfazione latente. Dopo aver appagato la mente in molti modi, dopo aver indagato le ferite in lungo e in largo... restava questo senso di "sospensione", come un respiro a metà.
Era una parte di me che, più che accumulare sapere, strumenti e conoscenza, voleva tornare a sperimentare la vita in maniera spontanea, vera, diretta. Una parte rimasta incastrata nel tempo passato, rinchiusa da doveri e giudizi, negazioni e privazioni, che sommessamente un po' alla volta si era ritirata su se stessa.
Ogni tanto tornava su, si mostrava e si esprimeva, ma poi veniva di nuovo accantonata, dimenticata, trascurata, lasciata sola. Un po' alla volta aveva perso carburante, energia, fuoco. Perché? Perché le serviva altro per riemergere.
Non più spingere, tirare, insistere, ma fermarsi, ascoltare, attendere.
Non più "lavorarci su" ma stare, accogliere, prendersi cura. Non più "devo", ma qualche "voglio". Non più solo incombenze, ma molti più piaceri. Non più solo impegno e lavoro, ma più spazio, silenzio, gioco.
La Vita ci propone strumenti, vie di fuga, intuizioni, occasioni e soluzioni. Ma noi no... perché… devo di qua…non ho tempo di là…non posso di su…non riesco di giù.
Ma se la tua Anima è così buona da aspettarti, e il tuo corpo così forte da non ammalarsi, hai ancora l'occasione per fermarti, e andare a riprendere quella parte di te abbandonata nel tempo. È ancora lì, che aspetta che qualcuno vada a prenderla.
Se fossi rimasta incastrata nell’esperienza della setta, non mi sarei mai più ripresa, ma ho voluto credere che in me ci fosse altro, e che nell’esistenza risiedesse la chiave che apre quelle porte apparentemente chiuse. Lo stesso dicasi quando ho dovuto affrontare problemi di salute, depressione, dipendenze, problemi economici, abbandoni, tradimenti, lutti gravi, dolori profondissimi per separazioni improvvise e inaspettate che mi hanno portata sull’orlo del suicidio. Non sto scrivendo queste cose per fare colpo. Le scrivo perché sono successe e voglio farti comprendere che la mia esperienza mi ha portato dove sono ora, a conoscere ciò che so ora.
Dunque sappiamo tutti che quando si attraversano dolori, traumi, sofferenze e delusioni, è facile cadere nello sconforto e arrivare a chiedersi: “ma è davvero tutto qui?" Non è la vita che è cattiva o ingiusta, siamo noi che siamo andati fuori strada, e proprio il fatto di stare male ci indica che dobbiamo raddrizzare il tiro. E’ indispensabile, quindi, fare pace con tutto ciò che è successo, con le persone coinvolte, con le dinamiche che abbiamo messo in atto e con tutti i processi che la vita ci ha mostrato.
Non faccio miracoli e non ho tutte le risposte. Ho esperienza incarnata. Ho visto cosa non funziona, anche quando sembra funzionare. Questo workshop nasce da ciò che resta quando tutto il resto cade.