
Ognuno è apparentemente “libero” di fare ciò che crede, di agire, di scegliere…ma c’è una sensazione di fondo che non se ne va mai. La percezione che c’è dell’altro, che ci può essere di più.
La sensazione che noi possiamo essere di più.
Lo spazio delimitato dal recinto può essere anche molto ampio, così tanto da non percepire nemmeno la sua presenza. Come ci si rende conto di stare in un recinto, se quasi non se ne avverte la presenza?
Le possibilità sono queste: o la pressione interna è diventata insostenibile, perciò a livello intuitivo siamo spinti ad avventurarci oltre, oppure qualcuno ci accompagna fuori e ci mostra una nuova dimensione di noi, dove iniziare a riconoscere il vero dal falso.
Molto frequentemente, la Vita ci catapulta in situazioni dolorose e a volte al limite della sopportazione, affinché l’attrito creato da questi episodi ci renda coscienti dei limiti e ci mostri la Verità sul recinto in cui siamo inconsapevolmente chiusi.
Il più delle volte si tratta di cambiare la percezione di se stessi, e questo avviene sperimentando altre versioni di sé, cimentandosi in nuove azioni, provando nuove identità, vestendo altri abiti e giocando a nuovi ruoli consapevolmente.
Ecco, in sostanza, cos’è il Teatro Trasformativo e come può aiutare a uscire dai Recinti Percettivi. Perché posso parlare di un recinti? Certe esperienze difficili del mio vissuto, mi hanno dato degli strumenti per uscire da percezioni erronee di me stessa, e per aiutare altri a fare lo stesso passaggio verso la libertà.
