Solo a sentire queste due paroline, ad alcuni si sarà drizzato il pelo. Eh già, è una cosa che a molti dà un fastidio cosmico, e ne hanno tutte le ragioni. Sentirsi dire “stai calmo” è un po’ come negare sottilmente quello che si sta provando in quel momento, come se il nostro fastidio o irritazione non avessero l’autorizzazione a manifestarsi. Ed è più che altro questo, che dà davvero fastidio. Una parte dentro di noi si ribella e pensa in tempo in zero: “calmo un c…o!!!”.
Mi viene in mente quando, da bambini o da bambine, nel momento in cui questo sentire sfociava, arrivava prontamente qualcuno a smorzarlo. E noi zitti perché bisognava essere ubbidienti e, spesso, evitare di essere puniti. Come se la rabbia meritasse sempre e solo punizione. Da adulti cambia poco, perché attorno abbiamo sempre qualcuno che si urta se ci sente irritati.
Ora, un conto è cedere agli impulsi animali ogni 3×2 e lasciarsi andare a sfoghi eccessivi aggredendo la gente e mancandole di rispetto. Un conto è esprimere il proprio fastidio, disappunto, e anche la propria rabbia, o indignazione, per qualcosa, senza aggredire nessuno in particolare e senza mettergli le mani addosso. C’è una bella differenza. Il punto sta nel fastidio che gli altri provano di fronte a quel tipo di energia.
Perché provano fastidio? Perché anche a loro è stato impedito di esprimerla, perciò anziché poter lasciarla fluire in maniera naturale, sana e innocua, si è cristallizzata e non è tollerabile se manifesta in altri. Riattiva cose che, per carità, è meglio lasciare sotto al tappeto.
Come si esce da questa cancrena vibrazionale? Andando a sciogliere tutti quei nodi che sono lì da decenni. E non vi parlo di anni, anni e anni di sedute di analisi. Vi parlo di semplicissime tecniche di rilascio emozionale. A me, hanno salvato la vita, e anche a moltissime persone che hanno lavorato con me. Sono strumenti che utilizzo abitualmente.
Dimmi un po’…non servirebbe anche a te qualcosa del genere? 😉




