
“Possiamo lamentarci perché i cespugli di rose hanno le spine, o gioire perché i cespugli spinosi hanno le rose”
– Alphonse Karr
Sembra banale, ma non lo è. Qui sta il senso di quanto sia importante dare il corretto significato agli eventi e alle cose. Non c’è mai una realtà unica, statica e definitiva, è sempre tutto filtrato dalla nostra percezione.
Il problema è che ci siamo assuefatti al brutto (che pure esiste), ma concentrandoci su quello, l’abbiamo notato sempre di più e attratto sempre di più. Per questo chi ha capito l’antifona, ci tritura le gonadi su questo: “la realtà è come tu la vedi”, semplicemente perché funzioniamo in maniera automatica, e tutto ciò su cui ci focalizziamo a lungo, con convinzione e senza dubbi, si manifesta.
Perciò un occhio abituato a vedere bruttezza, vedrà bruttezza. Un occhio abituato a vedere un mondo ostile, vedrà un mondo ostile.
Mentre un occhio abituato a vedere possibilità e solidarietà, vedrà quello.
Come ci si sposta dalle spine alle rose? Ci si deve fare un mazzo così (questa era carina, eh, per chi l’ha capita 😁)
Per orientare lo sguardo verso un’altra visione, bisogna innanzitutto rinunciare a ciò che abbiamo ritenuto vero e inscalfibile fino a poco fa, rinunciare alle proprie inossidabili interpretazioni delle cose, e distaccarci dall’identità che le ha generate.
Vale a dire che una vecchia versione di noi vedeva certe cose e giungeva a certe conclusioni. Il lavoro sull’identità, infatti, è fondamentale, proprio come fanno gli attori quando costruiscono un personaggio ed entrano nel suo mondo. Mica per niente l’ho chiamato Teatro Trasformativo, quello che faccio 😎
C’è un’altra riflessione che apre alla comprensione e sintetizza il malloppo filosofico di stamattina: “vuoi essere felice o vuoi avere ragione?”.
Sembra banale, ma non lo è. Si tratta di cambiare drasticamente il modo in cui vediamo le cose.

Allora: le rose hanno le spine, ok. Ma io posso vederne la bellezza, accettare che al mondo esistano le spine, semplicemente stare attento a non farmi male, senza smettere di considerare le rose il fiore più bello del mondo, anche con le spine, e vedere che razza di miracolo sono questi fiori, fatti così.
Oppure posso maledire le spine, lamentarmi che ci sono, essere scocciato ogni volta che le vedo, odiarle, pensare che le spine non dovrebbero esistere e che c’è qualcosa di sbagliato in questo e, non da ultimo, inveire contro il mondo vegetale perché io mi sono ferito con le spine….
La vedete la metafora? In base alle mie scelte interpretative percepisco un mondo completamente diverso, e posso anche agire a ritroso su questo…!! (notizia bomba, ne parleremo a breve).
Se, percettivamente, costruisco intorno a me un mondo di nemici e di brutture, lo renderò sempre più tangibile. Poi le brutture ci sono, ma di fronte ad esse è meglio restare neutrali e non farsi tirare per la giacchetta da ciò che vedo in giro….
Scelgo.
Osservo e scelgo.
Vedo un mazzo di rose: mi concentro sul fiore o sulle spine? Sulla base di questo cambia TUTTO.
Saludos e buon weekend ☀️🌈🌹




