A quanti mi propongono una “analisi di realtà”, pongo un interrogativo: ma quale realtà???
Se abbracciamo il paradigma secondo cui noi stessi creiamo o attiriamo la nostra realtà, allora anche quest’ultima deve essere messa in discussione.
La cosiddetta realtà è il risultato delle nostre credenze, dei nostri dogmi, delle nostre programmazioni, dei copioni imparati a memoria, in sostanza dei Recinti Percettivi in cui siamo inseriti.
E allora cosa ci mostra questa “realtà”? Solo e unicamente lo spettacolo che abbiamo messo in scena attraverso il copione inconscio che abbiamo scritto noi. Non esiste la “realtà” come comunemente concepito. Perciò quello che vediamo fuori non è un parametro oggettivo per comprendere come vanno le cose, ma solo un dato a noi utile per capire ciò che non abbiamo visto, compreso e percepito.
Ma la “realtà” non è mica oggettiva?
Guardare la “realtà” e pensare che sia vera e oggettiva, è una visione a dir poco MIOPE. È come alzare le mani, rinunciare alla propria fetta di responsabilità e dire: “la realtà mi sta mostrando questo e quindi io non posso farci nulla e non dipende da me”.
Eh no.
La “realtà” mi sta mostrando ME.
Capito questo, verrà anche compreso cosa accade e perché. E ciò significherà rendersi attivi nel processo, e modificare il nostro atteggiamento, cambiando drasticamente la rotta sulla base del fatto che quella “realtà” è un nostro artefatto.
Lo so, lo so… tutto ciò è molto destabilizzante. Ma non siete qui per essere assecondati. Siete qui per uscire dal Copione (e dai Recinti Percettivi).
E questo richiede Coraggio.
Per virare e cambiare direzione occorre Coraggio.
Ce l’avete? 😎




