…ma non tutto è una tragedia.
La vita può essere molto più interessante di quanto non sembri a una prima occhiata. Ogni cosa che accade, e ogni interazione che abbiamo, può assumere un significato totalmente differente, in base allo schema interpretativo che utilizziamo.
Le informazioni che l’esistenza ci manda, attraverso situazioni, persone, eventi, discorsi, interazioni e impressioni, è mastodontica. Letteralmente siamo inondati di informazioni e puntualmente le ignoriamo, perché stiamo dando retta al maledetto criceto che gira sempiternamente nella ruota che abbiamo in testa.
Ma abbiamo detto che ciò che vediamo è una messa in scena. E la storia che vogliamo rappresentare, va riconfermata di continuo, qualsiasi cosa accada.
Fare come fanno i registi
Quando un regista inizia le prove di una messa in scena, ha una sua idea registica, che mantiene per tutto il tempo delle prove, magari migliorandola, ma non perde il filo del discorso, non perde la visione. Altrimenti, dopo mesi, si andrebbe a un nulla di fatto, con continui cambi di idee e di stile.
Nella vita non è tanto diverso. Se scegliamo di realizzare qualcosa, dobbiamo tenere la visione sempre chiara, e riconfermare di continuo la nostra scelta, indipendentemente da ciò che si muove fuori. Se vediamo qualcosa che non torna, fuori, stiamo osservando le vecchie scenografie, sappiatelo. Quelle vanno proprio ignorate, e si rimette l’attenzione ogni volta sul progetto che abbiamo in testa. In sostanza, si scrive e si conferma la nuova storia (e si ignora il vecchio copione).
E gli altri attori?
Nel frattempo può succedere che incontriamo qualcuno che ci dice qualcosa che non ci piace o che ci disturba o ci ferisce. Ecco, ricordiamoci che il copione gliel’abbiamo dato noi, e se sul copione c’è scritto “tu non vali un cazzo”, quella battuta qualcuno la dovrà dire. È scritta lì.
Quindi il regista, e sceneggiatore, non è che si incazza con gli attori perché hanno letto battute del copione che non gli piacciono. Grazie a quelle parole rese manifeste, si accorge che il copione va rivisto e corretto. E lo fa. Si accorge che ha scritto minchiate, e le toglie dal copione.
Poi ricominciano le prove, e si verifica se tutto fila, o se c’è qualcos’altro da cambiare. Come lo si capisce? Osservando e ascoltando. Prestando attenzione, e apportando le modifiche che servono.
Qua potrei scriverci un trattato filosofico, ma per oggi mi fermo qui. Volevo solo darvi uno spunto e uno stimolo a restare svegli, in queste giornate di “primavera dolce dormire” 😉🎭




