IspirazioneLifeSenza categoriaLa tecnica suprema per non perdersi durante l'isolamento - Elisa Renaldin

1 maggio 2020by Elisa Renaldin

Dhaykin si sentiva smarrito. I giorni passavano tutti uguali uno all’altro senza soluzione di continuità. Le limitazioni alla libertà personale erano aumentate, le prospettive per il futuro erano incerte, l’impegno mentale a cercare soluzioni era incessante e debilitante. Nella sua testa iniziavano a formarsi degli interrogativi: “senza una linea tracciata, come diavolo è possibile rimanere in equilibrio?” Aprì l’uscio di casa, e inaspettatamente vide passare il Maestro Chinghad.

Maestro! Che ci fate qui?”

Caro Dhaykin, esercito il diritto alla mia libertà inviolabile”, rispose il Maestro Chinghad. E tu, che fai?”

Mi adeguo, Maestro, mi adeguo. Certo di fare il mio dovere”

E qual è il tuo dovere?”

Rispettare le regole”

Le regole decise da chi?”

Una leggera confusione si impossessò della mente di Dhaykin. Balbettò la sua risposta, dicendo che l’isolamento era stata una sua libera scelta. Il maestro gli disse: “Bene. Se è una tua libera scelta, sarai pronto ad affrontarne tutte le conseguenze, allora”

Beh, Maestro…sì. Ma non è facile. Spesso ho l’impulso di fuggire”

Fuggire da cosa?”

….da…tutto questo…da…dalla situazione…da…”

Caro Dhaykin, il punto è che non si può scappare da se stessi. Le ombre più antiche ci tormentano, e continuano a bussare alla porta finché non le avremo accolte. Distrarci non serve. Ignorarle non serve. Rimandare non serve. Negare non serve”.

Dhaykyn non si accorse di stare annuendo inconsapevolmente.

Ogni volta, l’orda delle tue ombre tornerà sempre più accanita e feroce. Eppure, non c’è niente di più potente del sedersi in silenzio ad ascoltare e ad osservare i propri movimenti interiori scomposti. Il solo atto di Osservare, trasmuta la nostra essenza interiore, ne modifica la sostanza. E a furia di osservare, ci si libera, si toglie, si purifica, si aurifica”

Aurifica?”

Si trasmuta il piombo in oro. Possiamo avere il controllo su ogni cosa, se non lasciamo cadere nessuno spunto, se non perdiamo nessun dettaglio, se restiamo sempre presenti a noi stessi, dediti ad osservare, ascoltare, sentire, percepire, notare”.

Ma…sentire e notare cosa?”

Ogni singolo gesto e azione: scendere dal letto, appoggiare i piedi per terra, camminare, svestirsi e rivestirsi. Mantieni le percezioni corporee in evidenza, di qualsiasi tipo: pettinarsi, lavarsi i denti, sentire l’acqua sulla pelle, sentire gli odori, fare caso ai suoni, percepire il corpo in ogni suo minimo agire, dal tocco al respiro”.

E basta solo questo?”

Solo questo? Beh, “solo” con questo, ci sarà un gran da fare! E ogni volta che non succederà, sarà un chiaro segnale dell’intervento ingombrante della mente pensante”.

Ma come posso ricordarmi di farlo?”

Una sveglia ogni ora può aiutare, all’inizio. Poi deve diventare una prassi, sii presente a te stesso, datti retta! Scoprirai che ci sono un’infinità di sensazioni, di elementi da scoprire, di aspetti da notare”.

Dhaykin si passò le mani tra i capelli. Il maestro colse la palla al balzo.

Fai caso a ogni gesto, anche quando ti gratti un sopracciglio, fa’ che non sia automatico e inconsapevole: nota tutto, ascolta tutto, osserva tutto, senti ogni cosa, anche la temperatura dell’aria che entra dalle narici. Non lasciare scampo alla tua mente inquieta che vorrà portarti ovunque fuorché restare nel momento presente”.

E perché vuole scappare?”

Perché sa che, restando nell’Adesso, smette di esistere. La mente vive nel passato e nel futuro, è solo il corpo che può vivere nel presente, perciò agganciandoti ad esso, rinforzi la tua attenzione e la tua presenza”.

Dhaykin sbuffò, non nascondendo una certa insofferenza. “Ma io ho mille cose da fare e da pensare! Sono impegnato più di prima, la mia mente è completamente assorbita da questi problemi e dal trovare una via d’uscita”

E credi che sarà la mente, ad aiutarti?”

E chi, se no?” chiese Dhaykin aggrottando le sopracciglia.

Tu sopravvaluti la tua parte analitica, e non tieni conto di quella intuitiva. D’altronde è ciò che gli uomini fanno col lato femminile dell’esitenza”

Maestro, non penserà che io sia maschilista?”

Maschilista è solo un’etichetta. Però rivela una tendenza ad affidarsi eccessivamente ad analisi, calcoli e razionalizzazioni. Ascolta di più il tuo Intuito, Dhaykin”

 “E come faccio a sentire la voce dell’Intuito?”

Credo di avertelo già spiegato, ma forse le tue orecchie erano chiuse. Credi che l’Anima ti parli urlando e sbraitando?”

 “No, Maestro”

Lei comunica sussurrando. E come pensi di sentirla, se nelle tua mente continua ad esserci tutto quel baccano?”

Ma come faccio a zittire la mente?”

 “Il corpo, mio caro. Il corpo. Ascolta il corpo. Vedrai che arriveranno anche emozioni e sensazioni, e assieme a quelle… la voce dell’Intuito”.

Il Maestro Chinghad sorrise al giovane uomo e si allontanò, proseguendo la sua passeggiata nel verde. Dhaykin restò ad osservare il maestro mentre scompariva nel vialetto di sassi, e una leggera brezza gli colpì le gote. Sentì il profumo dei gelsomini in fiore e delle robinie, poco distanti. Poi udì il suono delle foglie mosse dall’aria, provenire dagli alberi di fronte a casa sua, e anche il cinguettìo degli uccelli. Alzò gli occhi al cielo e vide grandi squarci di cielo terso tra banchi di nuvole bianchissime in movimento. Un raggio di sole lo colpì. Chiuse gli occhi. Respirò profondamente e ascoltò, percepì, sentì tutto. Rimase un lungo momento in quello spazio fuori dal tempo, in totale percezione, ricezione e ascolto. Udì una flebile voce che da lontano, dentro di sé, iniziò a sussurrargli qualcosa: “Bentornato. Ti aspettavo da tempo”. Un timido sorriso fece capolino sul suo viso.

Il bisogno continuo di fare

E’ innegabile, in questo periodo particolare, molti di noi sono impegnati più di prima: studiano, leggono, analizzano, progettano… Nulla di male in tutto questo, se non fosse per il fatto che spesso, questa iper attività, nasconda un desiderio di evasione: o da se stessi, o da una situazione sulla quale non ci si vuole soffermare. Tutto questo lavorìo mentale rischia di disperdere molte energie, e di allontanare da se stessi e dalle proprie percezioni, che sono e restano un elemento trainante della qualità della vita.

Quando ci sono molte privazioni, si cerca di compensare, e ognuno lo fa come può e per come è abituato. Tuffarsi nel lavoro per 10 ore, che ora possono essere diventate anche di più, non è per forza una cosa positiva, se si perde il contatto con se stessi. Sovraeccitare l’emisfero sinistro, insomma, aggrava la già consuetudinaria tendenza a razionalizzare troppo, a discapito dell’emisfero destro, portatore di idee, creatività e intuizioni profonde.

L’osservatore interno

Cos’è questa creatura mitologica di cui parlava il Maestro Chinghad? E’ una parte profonda di noi, che si può attivare prestando attenzione ai dettagli: sensazioni, respiro, percezioni corporee, fluttuazioni emotive, pensieri, gesti, azioni. Ma ciò può accadere se la mente razionale pensante è spenta, poiché una scalza l’altra. L’osservatore interno va tenuto sempre acceso.

Col tempo può diventare una prassi, come suggerito da molti monaci e meditatori: quando mangi, mangia e basta. Quando pulisci, pulisci e basta. Mentre fai la doccia, fa’ quello e basta, cioè concentra tutta l’attenzione sulle percezioni corporee, senza divagare, senza pensare ad altro, senza trascurare il tuo corpo abbandonandolo a se stesso in una sequenza infinita di gesti automatici e inconsapevoli (cosa che già si fa normalmente, e figuriamoci adesso!).

Il corpo è il canale di connessione tra la nostra realtà esterna e la nostra realtà interna.
Ascoltarsi fisicamente, significa ascoltarsi emotivamente.

Al momento, le cose che possiamo fare sono: l’ascolto delle sensazioni fisiche, l’attenzione al respiro e al movimento, ai nostri gesti e azioni, sia che si tratti di lavare i piatti, o che si tratti di digitare parole sulla tastiera con le nostre dita. Ricercare tutti quei momenti in cui è possibile riconnettersi al corpo è sano e salutare: respirare con le finestre aperte, sentire il calore del sole sulla pelle, fare attività fisica e sentire aumentare il battito cardiaco, così come fare stretching o sedersi in ascolto e percepire i sottili movimenti emotivi interiori, o anche solo la pancia che si gonfia e si sgonfia ad ogni nostro respiro.

E dopo?

Cosa potremo fare dopo? Di sicuro non ci accontenteremo di una passeggiata al parco o di una corsetta nel bosco, anche se ci sembreranno una grande cosa, dopo svariate settimane di astinenza forzata. Ma qui non si tratta solo di sfogare energia compressa, ma di riappropriarsi di un contatto profondo con noi stessi che, a dispetto di una reclusione e semi-immobilità forzata, non è detto che sia aumentato, anzi: molti possono aver ecceduto nel lavoro mentale, allontanandosi ancora di più da se stessi e dalle proprie sensazioni, anche per non sentirle.

Occorre quindi “levare il tappo”, cioè sprigionare a 360° ciò che finora è rimasto inespresso, che include gli accumuli del pre-lock down, e soprattutto quelli del dopo lock-down, con tutte le incertezze, dubbi, paure, fastidi e rabbie che possono essersi accumulati. Occorre ridare all’apparato psico fisico uno spazio rigenerativo e creativo, in cui liberarsi e alleggerirsi, ripulendosi per bene.

A fine Febbraio stavo prendendo accordi per organizzare un workshop intensivo di tre giorni intitolato “Riaccenditi!”. Se poteva essere molto utile prima, io credo che adesso sarà essenziale farlo (anche per me che lo conduco!). Riappropriarsi di un completo e libero utilizzo del corpo, restare del tempo immersi nella natura, sprigionare la creatività e soprattutto rapportarsi ad altri esseri umani condividendo un’esperienza emotivamente coinvolgente, è quanto di più salutare possiamo pensare di pianificare per l’immediato futuro, per scrollarci di dosso immediatamente ogni blocco, rigidità, frustrazione e timore, un po’ come quando si cade dalla bici e ci si fa male: risalire in sella subito.

Magari hai già la tua strategia, una volta usciti dalle gabbie. Se è così, rendimi partecipe! Puoi scrivermi a info@elisarenaldin.it, oppure puoi trovarmi la domenica mattina alle 10 su Zoom alla “Friendly Breakfast – la colazione delle menti positive” dove ogni settimana mi incontro (per adesso) online con persone propositive con una mentalità orientata al miglioramento e alla condivisione. Il link è questo: https://us02web.zoom.us/j/87638773449

Elisa Renaldin

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