LifeCome si fa a stare meglio? - Elisa Renaldin

22 dicembre 2019by Elisa Renaldin

In molti sbandierano la possibilità di cambiare, di evolvere, di diventare persone migliori. Moltissimi propongono tecniche di vario tipo, piccoli lavaggi del cervello che hanno l’obiettivo di trasformarti e farti diventare la miglior versione di te stesso. Tanti altri rispolverano vecchie tecniche usate da altri, o si appoggiano a saggezze millenarie rivisitandole, per riproporle sotto nuova veste. Non c’è nulla di sbagliato, in questo, ma la mia domanda è: con tutte queste tecniche evolutive che ci sono in giro, con tutti i percorsi spirituali che abbiamo a disposizione e con tutte le metodologie usate e riusate…per che diavolo stiamo ancora all’età della pietra, dal punto di vista della Coscienza? Com’è che ancora in pochi pensano al benessere comune e non solo al proprio, e com’è che imperversano insoddisfazione, infelicità, astio, dispute, malumori, giudizi a raffica, invettive di ogni tipo (e mi fermo qui altrimenti la lista rischia di diventare lunghissima…)?

Le questioni fondamentali (senza queste, non si va da nessuna parte)

Una prima questione è legata al fatto che conoscere una tecnica non significa automaticamente saperla applicare e applicarla con costanza, e questa è una banale ovvietà, ma è ciò che succede in più della metà dei casi. L’altra questione è pensare che certi cambiamenti li debbano fare gli altri, e non noi, perciò ci illudiamo di essere già “arrivati” e non vediamo in quali aree abbiamo ancora da migliorarci. Un’altra questione riguarda l’approccio generale, ovvero le basi sulle quali poniamo le fondamenta del nostro (desiderato) cambiamento. Spesso e volentieri diamo per buoni degli assunti che sono una montagna di menzogne, il che ci impedisce di vedere la verità delle cose, compreso il nucleo principale da cui originano problemi e malesseri. E dove si trova questo nucleo? Nelle parti più profonde e recondite di noi. Vedete, io in tanti di anni di sperimentazione su me stessa, di cambiamenti provvisori o definitivi, di tentativi di miglioramento, ricadute, ripartenze, fallimenti, ma anche comprensioni, intuizioni profonde, e clamorose cadute di sipari davanti ai miei occhi, credo di aver sperimentato una marea di condizioni interiori umane. Sono arrivata al punto di credere che sono qui apposta per aprire la pista, sperimentare in prima persona, rielaborare l’esperienza e poi trasmetterla riveduta e corretta, migliorata nel suo potenziale, affinché ci sia un sentiero anche minimo da seguire per chi arriva dopo. Il mestiere dell’attrice, poi, mi ha consentito di entrare in decine di altre realtà interiori, capendo e approfondendo moltissime sfumature e sfaccettature. Lavorare costantemente col corpo e con le emozioni, è fonte inesauribile di sapere, e questo sapere io lo metto a disposizione di chi vuole lavorare con me.

Dunque cosa ho compreso, in fin della fiera, da tutto questo girovagare nei mondi dell’interiorità? Anzitutto che l’Essere Umano arriva qui e si trova immediatamente costretto a combattere e a lottare per la sopravvivenza. Tutti sono sottoposti ad angherie di vario genere, dalle più piccole alle più terribili, e tutti subiamo un condizionamento mentale feroce da quando stiamo nella pancia della nostra mamma a quando finiamo di respirare, sempre, continuamente. Questo condizionamento è attuato dall’ambiente esterno, che tenta in tutti i modi di renderci malleabili per poterci sfruttare a suo piacimento. Che ci piaccia o no, non siamo noi a governare la nostra vita e le nostre scelte, finché non ci rendiamo conto di questa importantissima cosa. Chi governa le nostre menti? Parlarne qui sarebbe complicato, ma possiamo dire che le influenze sono per lo più invisibili e impalpabili, ma molto più prepotenti dei colpi che potrebbe subire la carne. Idee, ideologie, memi, pensieri, stati emotivi, filosofie varie, religioni, ambiente sociale, la storia stessa…sono tutti “virus” che entrano nella nostra mente, attecchiscono, e proliferano. Non siamo realmente noi a decidere, e nemmeno a pensare. Il nostro apparato psicofisico è totalmente condizionato e governato da automatismi appresi e meccanismi inconsci automatici. Detto ciò, la prima cosa urgente è rendersene conto, dopo di che si può passare al contrattacco.

Che ti dici tra te e te?

Un’altra cosa che ho compreso, assolutamente determinante, è che la relazione che instauriamo con noi stessi e il dialogo interno che  abbiamo, possono decisamente far spostare l’ago della bilancia molto in alto o molto in basso. E’ cosa nota e detta già da molti, ma francamente quello che si vede in giro ovunque è un continuo denigrare se stessi, non considerarsi all’altezza, disprezzarsi sottilmente, e vagabondare tra un insulto e uno scherno, quando va bene. Questo dialogo non è sempre rilevabile alla coscienza, ma agisce sottilmente come un gas inodore che poco a poco fa morire per asfissia. E ad un certo punto uno si ritrova stanco morto, demotivato, esangue, e non sa perché. Pensare di non essere all’altezza e di non valere abbastanza, o che ciò che facciamo, pensiamo e desideriamo siano cose inutili e trascurabili, è davvero un attentato alla nostra salute mentale ed emotiva. Non mi riferisco solamente a chi in maniera evidente pronuncia parole di disprezzo verso se stesso, chi parla male di se stesso e si descrive per lo più in termini negativi. Mi riferisco anche a quelli che sono convinti di volersi bene e di stimarsi, ma di amor proprio ne manifestano ben poco, oppure lo scimmiottano. C’è tanta falsa autostima, in giro. Di fatto, le persone sono molto fragili, e basta poco per scalfire quella sottilissima corazza che si sono costruite intorno per sopravvivere. Finché c’è il tentativo di difendere l’ego e la personalità, non si va lontano, e basta davvero poco per smontare un individuo, ve lo garantisco. Basta una frase che riecheggia dal passato e che ci riaggancia a mamma e papà, e siamo fottuti. Basta una somiglianza fisica che notiamo in un altro, con qualcuno che ci ha fatto del male, e siamo ricatapultati indietro nel passato. L’Essere Umano è fragile, ma nel senso che è sensibile, è tendenzialmente malleabile, costruito fisicamente di emozioni e vibrazioni. E siccome le parole e i pensieri generano emozioni, e di conseguenza vibrazioni, ecco che questo delicatissimo ma infallibile meccanismo, può giocare a nostro vantaggio solo se sappiamo come gestirlo. Perciò non venite a raccontarmi che avete fatto un corso sull’autostima, perché prima di tutto vorrei sapere chi è l’insegnante e cosa vi ha passato realmente, al di là di ciò che vi ha detto. Non sono solo le parole, a fare di voi qualcun altro, ma il modo in cui scendono nel vostro apparato energetico. Quindi in buona sostanza, il secondo aspetto essenziale ha a che fare con la costruzione di un profondo, inscalfibile e inossidabile Amore per se stessi, per costruire il quale dobbiamo disfare tutto quello che ci è stato costruito attorno, rituffarci dentro noi stessi in cerca del Tesoro nascosto, nuotare in apnea tra mille pericoli, e poi riemergere con in mano una pietra rarissima e preziosa, che è soltanto nostra. Tornare ad amarsi veramente, richiede molto più impegno di quanto vogliano farvi credere, e l’80% del lavoro da fare sta proprio lì.

Come riacciuffare il benessere?

Ma come si arriva lì? Qua entriamo nel terzo elemento rilevato, che se non viene applicato, rende nulli e inefficaci gli altri due aspetti. Parlo della stato di Presenza. Oramai è un termine abusato al pari di “energia”, “legge di attrazione” “olistico” e soprattutto “spiritualità”. Uno degli autori migliori in merito è e rimane Eckart Tolle, ma anche altri hanno esplorato e spiegato molto bene di cosa si tratta. La Presenza viene sviluppata attraverso la meditazione, ad esempio, ma non è l’unico modo per arrivarci, anche perché, specialmente negli ambienti cosiddetti olistici, o spirituali, si fa un gran parlare di certe cose, senza poi farne una reale attuazione. Torniamo al discorso che conoscere una tecnica non significa usarla appieno, specialmente se usarla ci impone di mettere in discussione completamente chi siamo e cosa facciamo. E chi è disposto a farlo? In pochissimi, ve lo garantisco. Tutti hanno bisogno di ritrovare al più presto una zona di comfort in cui sentirsi al sicuro nelle proprie convinzioni e nella propria identità, è normale. Non vogliamo demonizzare questa tendenza, che oltretutto a volte è anche salutare. Voglio solo dire che sviluppare lo stato di Presenza è un lavoro duro che richiede un impegno e uno sforzo senza sosta. Quello che si vede principalmente, invece, è la tendenza a giudicare e a etichettare gli altri, invece di lavorare su se stessi. Lamentela e polemica sono malattie diffusissime e altamente contagiose, per le quali l’unico vaccino è una continua e indefessa Attenzione.

Perciò, ecco spiegato perché spesso moltissime persone si ritrovano da un corso all’altro, da un libro all’altro, da un’esperienza all’altra  e da un guru all’altro senza attuare mai realmente un cambiamento profondo. Se non si mettono a posto questi tre elementi essenziali – divenire coscienti allo scopo di svelare gli automatismi, sviluppare Amore per se stessi e coltivare costantemente lo stato di Presenza – il resto scivolerà come acqua sul marmo. Guardate, lo riscontro anche su di me, nonostante siano anni che faccio e sperimento cose, metodi e tecniche. Quando perdo la strada ed entro in un tunnel di pensieri negativi, o quando inizia ad insinuarsi l’idea che in fondo la tal cosa che vorrei fare non è così importante e di valore, o quando lascio che mi si attacchino addosso i giudizi su di me espressi dagli altri…casco per terra anch’io. Se quella voce dentro di me inizia a dire in maniera più o meno udibile che io non valgo niente e non ha senso quello che faccio, è finita eh. Mi accorgo dai miei stati d’animo, che c’è qualcosa che non va. Le emozioni parlano sempre, non solo alle donne, sapete. Anche gli uomini provano emozioni, rendiamolo ufficiale. Magari non ne sono pervasi come noi donne, perché hanno una struttura cerebrale diversa, ma le provano anche loro (scherziamo un po’ sugli stereotipi). 😉

La struttura umana è complessa e delicata, va trattata con armonia, premura e dedizione, altrimenti i risultati sono quelli che vediamo oggi sul Pianeta Terra. E’ vero, non siamo messi in condizioni di vivere in maniera semplice, leggera e armoniosa, e in tempo zero da quando veniamo al mondo siamo sottoposti a pressioni e lavaggio del cervello. Personalmente ritengo che le religioni siano una delle lavatrici mentali più feroci esistenti, forse perché essendo stata in una setta religiosa so benissimo di cosa si tratta, e i meccanismi di condizionamento mentale che ho subito io, si possono riscontrare anche in altri contesti, in maniera più o meno esplicita, e più o meno invasiva. Anche quelli sono potenti virus mentali che si possono debellare solo attraverso la Coscienza-Conoscenza, lo stato di Presenza e l’Amore per se stessi. E vi ho citato i tre elementi essenziali dell’Essere Umano: Spirito-mente, Corpo, Sentimenti. Funzioniamo così, ma nessuno ce lo spiega, anzi: le istruzioni sono state volutamente occultate, per farci brancolare ancora di più nel buio, confonderci, azzopparci e renderci maggiormente manipolabili, utilizzando le nostre energie mentali per scopi a noi ignoti, che però – possiamo vederlo – non stanno realizzando i nostri migliori interessi, ma quelli di qualcun altro.


Cosa posso fare io per te?

Come mi pongo io in mezzo a tutto questo marasma? Propongo la mia personale visione delle cose e il mio metodo, che è il Teatro Trasformativo. Anzitutto sono al corrente di certi meccanismi, perciò sono in grado di mostrarli. Semplicemente li ho vissuti, li ho scoperti e li ho capiti, quindi so di cosa parlo perché ci sono passata, e non solo perché ho letto dei libri o fatto degli studi (che comunque ci sono stati). In secondo luogo sono 20 anni che faccio teatro, e insegnandolo ho visto l’effetto che ha su centinaia di persone di svariate età, ma non mi sono limitata a questo. Ho messo insieme la mia passione per il mestiere dell’attore con il mio amore per la conoscenza e la scoperta dell’interiorità umana, sviluppando un po’ alla volta il mio personale approccio, che può agire su più fronti e da varie angolature, e con più strumenti. Non esiste un unico metodo esatto, ci sono tante strade che idealmente portano al risultato auspicato, che è ritornare al proprio Sé Autentico, ovvero abbandonare false credenze e false ideologie, allontanarsi da fasulle e distorte visioni di se stessi e ricominciare ad esprimere il proprio vero Sé, manifestare Chi si E’ veramente (che non equivale a fare tutto ciò che ci passa per la testa ma riarmonizzarsi con la propria Natura Essenziale). Come si fa a sapere chi si è? Riconoscendo chi non si è, e sperimentando altre versioni di sé, e in questo il Teatro Trasformativo è un eccellente strumento. Ma sinceramente anche assistere ad un’esibizione artistica può cambiare qualcosa dentro a un Cuore, se è aperto, coglie e assorbe le suggestioni proposte attraverso l’Arte (l’obiettivo del mio progetto “Wild Woman” è proprio questo, se clicchi sul link scoprirai che figata è). E poi ci sono altri piccoli strumenti, che chiamerei delle ‘guide’, da utilizzare con costanza per imparare a correggere il tiro e restare sul pezzo senza perdersi in questo marasma di confusione e malessere da cui siamo spesso circondati (il Reality Transurfing è uno di questi, ma anche le tecniche corporee ed energetiche come EFT e altre). Quindi prima si buttano giù i muri a picconate e si leva il grosso (è ciò che faccio attraverso il residenziale “Riaccenditi!”: ti prego di andare a vedere di cosa si tratta), e poi si lavora di fino con l’ausilio di varie tecniche, che non sono solo quelle che utilizzo io, ma quelle proposte anche da altri validissimi operatori. Detto ciò, cosa aspetti a deciderti e ad iniziare a prenderti realmente cura di te stesso? Se non lo fai tu, nessun altro lo farà.

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Elisa Renaldin

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Elisa Renaldin – Copyright © 2018

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