IspirazioneLife3 valide ragioni per stare attenti a cosa si pensa - Elisa Renaldin

14 maggio 2020by Elisa Renaldin

…e proiettarsi verso il futuro dopo la quarantena.

Dott. Angel – Oggi vorrei riprendere da dove ci eravamo interrotti la volta scorsa. Mi parlavi della capacità che hai sentito di riuscire a trasmutare emozioni e sensazioni dentro di te

Leila – Ah, sì…il laboratorio alchemico

Dott. Angel – “La realtà risponde sempre”…ricordi anche questo? Risponde alla nostra emanazione interiore. Per questo dicevamo che è importante sforzarsi di esserne consapevoli al 100%, per vedere e notare ogni minima interferenza e infiltrazione…

Leila lo guardò per un lungo momento. Poi chiese, decisa: Ma chi è che si infiltra?

Dott. Angel – I ladri di attenzione. E gli emettitori di vibrazioni legate alla paura, per fare un esempio.

Leila – Ecco. Ce ne sono in giro molti, ultimamente.

Dott. Angel – Se restiamo concentrati, avvertiremo sempre cosa sta succedendo dentro e fuori, e inizieremo a cogliere i collegamenti.

Leila – Ma come si impara a notare queste cose?

Dott. Angel – Con l’attenzione a noi stessi e alle sensazioni fisiche, e soprattutto alle emozioni e ai pensieri che facciamo. Ci sono stati episodi rilevanti, da quando hai iniziato le tue meditazioni quotidiane?

Leila – Oh, sì! Subito. Proprio ieri sono stata contattata da una persona. Mi ha spiegato che questo periodo di reclusione forzata l’ha un po’ spenta, e sente proprio il bisogno di riaccendersi e ritrovare lo slancio per fare le cose, e il mio libro è quello che le serve.

Dott. Angel – Quindi qualche seduta di calma mentale ti ha riaperto delle strade?

Leila – Sì! E poi ho avuto molte richieste di contatto….adesso che ci penso. Ad ogni modo, l’esplorazione quotidiana dentro di me sta diventando un appuntamento irrinunciabile, ed ogni volta è più facile entrare e sentire, ci sto prendendo confidenza.

Dott. Angel – Tuffarsi in se stessi non fa più così paura, eh?

Leila – No, anzi! Diventa un’avventura, un contatto profondo con…con…uno spazio infinito che, da fuori, ritrovo dentro.

Dott. Angel – Percepire l’Infinito dentro di sé dà forza, fa sentire capaci di fare, realizzare ed essere, al di là delle circostanze esterne.

Leila – Sì, è così. Se trovo calma, forza e pace all’interno, allora saprò governare ogni situazione, nulla di ciò che accade fuori potrà farmi vacillare

Dott. Angel – Hai notato che affinare la sensibilità all’ascolto interno, ti rende più attenta a ciò che accade all’esterno…e lo modifica? Il solo fatto di osservare, modifica la realtà osservata. E siccome lo sguardo diretto sulla realtà parte da uno spazio di calma, forza e pace, ciò che appare fuori non può che essere una diretta conseguenza di questo stato interiore.

Leila – Eh sì…a volte guardo la stessa realtà, ma mi sembra diversa

Leila fece una lunga pausa. Prese un bel respiro. Poi proseguì.

Sai, meditando ho anche avuto l’impressione che il tempo si dilatasse, come se ne avessi di più a disposizione.

Dott. Angel – La percezione cambia sempre sulla base del tuo sentire. Tu governi tutta la tua vita dalla sala di proiezione del cinema, mandando le immagini della pellicola sullo schermo. Se cambi la pellicola che hai in testa, cambia il film che proietti fuori.

Leila – Come faccio a cambiare la pellicola?

Dott. Angel – Modificando le tue sensazioni e percezioni. In uno stato di paura, tensione e stress, che razza di film credi di poter vedere?

Leila fissò improvvisamente un punto nel vuoto, come se le fosse apparsa una visione

Dott. Angel – E invece da una condizione di forza, calma e stabilità, che proiezione verrà fatta?

Leila – Quindi è inutile star male per ciò che vedo e, anzi, rendo il film ancora più brutto!

Dott. Angel – Non si possono fare passi sicuri essendo mossi dalla rabbia o dall’agitazione, così come un funambolo non può attraversare un cavo d’acciaio sospeso nel vuoto, se non resta in uno stato di totale “sospensione” dentro di sé.

Leila lasciò viaggiare l’immaginazione, ed iniziò a vedere un nuovo film nella sua mente. Lasciò sospese le chiacchiere mentali, le discussioni, i dubbi, i “se” e i “ma”. Lasciò fuori ogni riverbero negativo, ogni pensiero disturbante, e cercò semplicemente di restare nel momento presente, a godersi quelle belle sensazioni. Vide il futuro che desiderava…lo vide pieno di colori e di gioia. Vide persone amiche, vide abbracci, baci, strette di mano. Vide carezze e sguardi profondi. Vide fiori, alberi lussureggianti e cieli azzurri. Vide concerti e sentì la musica, e si proiettò in mezzo a persone che danzavano a piedi nudi: sentì il contatto della sua pelle con l’erba. Poi si vide su un aereo, su di un treno, in mezzo ad altre persone intente a conversare. Vide sale riunioni, strette di mano e sguardi d’intesa, percepì un’aria di speranza, avvertì palpabilmente la sensazione del “nuovo” e del “possibile”. Sentì un senso di sollievo. Forse – pensò – era proprio quella, la strada giusta verso il futuro. Forse si doveva proprio togliere dalla testa ogni catastrofica ipotesi, e tenere quel funambolo, in uno stato di calma e pace, di concentrazione assoluta verso il bello.

Ragione n. 1: scegliere i pensieri con attenzione ci fa ottenere ciò che vogliamo

Qui non stiamo facendo chiacchiere da bar sul modo migliore di passare il tempo oziando. Stiamo parlando di attenzione focalizzata. La mente si adatta alle nostre abitudini di pensiero, consce o inconsce che siano. Sostare a lungo in aree di servizio pericolose, ci sottopone al rischio di incappare in brutta gente. Chi sono costoro? Pensieri disfattisti, ipotesi nefaste, scoraggiamento, demotivazione, inerzia. E’ un attimo finire in quelle aree buie, dove il dubbio regna sovrano e la negatività è dietro l’angolo. Accendiamo il motore, spostiamoci e andiamo in cerca di zone soleggiate, dove circolano soggetti allegri e rassicuranti: prospettive positive, progetti, idee, creatività. Se frequentiamo la “gente giusta”, ne saremo influenzati positivamente.

Ragione n. 2: evitare l’immaginazione negativa per non tirarci la zappa sui piedi

Il dott. Angel ha detto: “In uno stato di paura, tensione e stress, che razza di film credi di poter vedere?”. Al pari dei brutti ceffi che incontriamo agli angoli delle stradine buie e deserte, anche i pensieri catastrofici non ci predispongono ad ottenere il meglio. E attenzione: non si tratta solo del nostro umore, ma proprio di ciò che ci succede. Non si tratta quindi solo di evitare gli effetti emotivi del nostro pensare, ma anche gli effetti fisici di tali abitudini. E’ per questa ragione che la legge di Murphy è così infallibilmente vera, col suo motto: se può andar male lo farà. Chiaro che, una volta messa in testa questa credenza – che ha anche una valenza emotiva molto forte che predispone al peggio – sarà altamente probabile avere più possibilità di vederla realizzata. Leviamo quindi la pellicola dell’horror o del thriller che abbiamo in testa e mettiamoci un film di avventura, piuttosto. Avremo possibilità così di incontrare amici e parenti di Indiana Jones, anziché i cugini di Freddy Krueger.

Ragione n. 3: godere dei benefici dell’Effetto Sollievo

Vi pare poco? Vi pare irrilevante avere un sottofondo emotivo di speranza, piuttosto che quello di scoraggiamento o senso d’impotenza? No, fa tutta la differenza del mondo. Rileggete le sensazioni di Alma, durante la proiezione del suo nuovo film: “percepì un’aria di speranza, avvertì palpabilmente la sensazione del nuovo e del possibile”. Francamente, le giornate in cui mi alzo con la sensazione che succederà qualcosa di bello, sono quelle in cui mi capitano le cose migliori. E se anche non mi piove in mano il biglietto vincente del Superenalotto, ho comunque un tipo di energia che scioglie i problemi prima che si verifichino, e che mi predispone ad avere interazioni piacevoli o a evitare rotture di scatole (altra cosa di non poco tempo, visti i tempi che corrono).

Ragione bonus (oggi sono buona): la creazione di massa non è un mito

Tutti noi avremo sentito parlare di inconscio collettivo, ma forse non tutti sanno cos’è la creazione di massa, dove per “creazione” si intende manifestazione materiale, e per “massa” si intende l’unione delle vibrazioni di un gruppo esteso di persone. Se consideriamo l’effetto del pensiero unito all’emozione di una persona, moltiplicandolo per un milione di persone, capiremo in una frazione di secondo cosa questo possa significare nella realtà collettiva che sperimentiamo tutti i giorni. Il problema qual è? Che le menti sono continuamente condizionate e manipolate, e questo a causa della mancanza di attenzione e consapevolezza. Il risultato è una creazione continua di massa, che è condizionata da certe impressioni e suggestioni che ci vengono fornite ogni santo giorno. In più, aggiungiamoci le paure, i timori, i dubbi, l’ansia e le proiezioni negative individuali che molti macinano nella loro mente, in merito ad una determinata situazione (magari quella che stiamo vivendo adesso, per citarne una a caso). Capite? Vedete quanto diventa importante restare focalizzati sulle prospettive desiderate e non su quelle che vogliamo evitare? Ognuno può, a seconda del film che si proietta in testa, determinare nel suo piccolo l’andamento delle faccende collettive, e questo si proietta nell’ambiente personale e famigliare, in quello lavorativo, e in quello nazionale, dato che noi tutti facciamo parte dell’inconscio collettivo della nazione Italia.

Come applicare le tre ragioni

Mi fermo qui, lasciandovi magari un po’ appesi alla questione, perché vorrei approfondire la cosa in altri articoli. Per ora posso solo  suggerire una soluzione: andare a caccia di tutti quei metodi, tecniche e pratiche che aiutano a diventare consapevoli di ciò che si pensa, e ancora prima di ciò che si sente, perché è da lì che parte tutto. Per una straordinaria e imprevedibile coincidenza di fattori, io nella vita mi occupo proprio di questo: aiutare le persone ad uscire dai recinti percettivi, e a riappropriarsi di sensibilità e percezione. Perché, vedete, non basta mettersi lì, fare due respiri e due pensieri. Ci vuole metodo, ci vuole pratica, ci vuole continuità. Soprattutto ci vuole un bel lavoro iniziale di smobilitazione psicofisica, occorre “levare il tappo” e lasciare che ciò che si è incrostato sopra di noi venga via, con un lavoro energico e mirato. E questo è quello che io faccio nei miei workshop di Teatro Trasformativo, dove uso le tecniche degli attori professionisti applicate alla vita, per essere maggiormente efficaci nel creare il film della propria vita diventandone i registi e gli interpreti protagonisti. Se vuoi sapere qualcosa in più, guarda qui cosa si può fare in uno dei miei workshop, oppure scrivimi a info@elisarenaldin.it, sarò felice di soddisfare qualche tua curiosità.

Elisa Renaldin

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